Mixitè, verso il marketing per una società meticcia: ne abbiam bisogno

Oggi c’è un bellissimo convegno, di cui abbiam molto bisogno!

Si tratta di un focus sul marketing interculturale e sulla società meticcia, chiamato “Mixitè“.

L’idea viene dal sempre attivo Enzo Napolitano di Etnica, di cui abbiam parlato più volte su questo blog e conferma il nodo di etnica su quel di Biella.

Ecco la sua presentazione dell’evento:

“VERSO IL MARKETING METICCIO

L’Italia è sempre più multilinguistica, multireligiosa, multiculturale e multietnica.

A dire il vero lo è quantomeno dall’epoca romana che ha visto anche Imperatori dalla pelle scura.

Ognuno di noi è un laboratorio permanente in cui identità, appartenenze, orientamenti, bisogni coesistono ed evolvono continuamente.

Da sempre il progresso dell’umanità è stato costruito sull’incontro, sullo scontro, sulla contaminazione e sulla mescolanza. Scienza, letteratura, arte, musica, gastronomia sono laboratori permanenti in cui la creatività veicola le nostre conoscenze, esperienze, identità, visioni e  appartenenze.
MIXITé vuole proporre, condividere e diffondere idee, modelli, esperienze e strumenti per progettare e costruire prodotti, servizi, media, spazi autenticamente normali.

Luoghi “normali” perché in grado di servire, valorizzare, far convivere il maggior numero di identità, visioni, appartenenze. Senza forzare artificiosamente il pluralismo o
il meticciamento. Luoghi aperti in cui nessuno si senta troppo distante. In cui è naturale entrare ed uscire senza vincoli.  MIXITé vuole diventare il cantiere della contaminazione spontanea. In cui la creatività diventi l’esito naturale della valorizzazione di tutte le identità in un ambiente etico ed estetico.

Ecco il programma della giornata:

introduzione di Vincenzo Mario Bruno GIORGINO Docente di Sociologia, Università degli Studi di Torino

mix-appeal: incontri sulla frontiera dei consumi di Luca Massimiliano VISCONTI
Direttore del Master in marketing e comunicazione Università Bocconi

il consumo “meticcio”:  prospettive  di ricerca di Maria Cristina MARTINENGO
Docente di Sociologia, Università degli Studi di Torino

con il coordinamentoEnzo Mario NAPOLITANO Presidente,  Etnica

In più ci saranno i video degli amici di CROSSINGTV presentati da da Silvia Storelli.

Info: www.etnica.biz

Vi lascio alcune considerazioni sui temi che verranno affrontati che ho trovato molto interessanti:

INTRODUZIONE. IL CONSUMO COME ESPERIENZA

Un atto sociale, spesso vissuto e descritto come separato e povero di significato, condizionato, può costituire a volte un punto d’incontro tra culture diverse ed essere vissuto con curiosità e senso della scoperta.
Il consumo inoltre non esclude un uso creativo della merce, un riuso ed una ridefinizione del significato, così come situazioni e contesti non escludono il passaggio da consumatore a produttore senza soluzione di continuità. Il consumo è solo parte dell’esperienza, non la monopolizza. Tuttavia esso può modificare in un senso o nell’altro l’esperienza stessa. Saperi diversi osservano il consumo per scopi
diversi: dal sapere accademico a quello professionale a quello del consumatore stesso.

Vincenzo M. B. Giorgino
Docente di Sociologia, Università degli Studi di Torino

CONSUMO, IDENTITA’ E MULTICULTURALISMO

Lo studio del consumo nelle comunità etniche si inquadra nella discussione sulle strategie di costruzione di società disomogenee dal punto di vista razziale e culturale secondo il modello dell’assimilazione o del multiculturalismo.
Inoltre occorre tenere conto della disuguaglianza su base etnica che influisce sui comportamenti di consumo.
In questa prospettiva il consumo, con i suoi significati, può essere analizzato come attività “interna” alle comunità etniche oppure come attività “esterna” che mette in relazione la comunità con la società inclusiva.

Maria Cristina Martinengo
Docente di Sociologia, Università degli Studi di Torino

MIX-APPEAL: INCONTRI SULLA FRONTIERA DEI CONSUMI

Quando si parla di integrazione troppo spesso si dimentica che questo processo deve avvenire, e di fatto avviene, tanto da parte dei nuovi arrivati quanto degli autoctoni.
Se osserviamo i contesti di mercato che connotano la maggior parte delle città italiane oggi, ci rendiamo facilmente conto di come la “mixité” stia modificando le nostre occasioni di consumo. E, con le occasioni, cambiano i consumi stessi, sempre più creolizzati sul versante alimentare, musicale, artigianale, cinematografico, ma anche
dal punto di vista delle formule di retailing o delle scelte di abbigliamento.
La mixité diventa una tentazione irresistibile anche per gli au toctoni che, attraverso esperienze di cross-over consumption sperimentano nuovi confini consumistici, che conducono a evasioni dal quotidiano.
Viaggi restando in città. Incontri protetti con l’alterità. Motore di cambiamento per la società che ha da venire.

Luca Massimiliano Visconti
Direttore del master in marketing e comunicazione, Università Bocconi

2 Risposte

  1. Meticciarsi è suicidarsi.

    Lombardia Libera

    • non la penso così, ovviamente. ti consiglio di leggerti qualcosa dell’economista R.Florida. Se vuoi continuare a vedere una lombardia viva e ricca, credo tu debba non solo accettare e diverstità, ma anche investire per attrarre portatori di idee diverse. Altrimenti c’è solo declino.

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