Le PMI multietniche sono il futuro ma anche il presente, visti i numeri

Questi alcuni dati sulle PMI dei “nuovi italiani”, potremmo dire…

Sono appena usciti e sono della fine del 2008 (da infocamere) via Nomisma. Vado a punti, così andiamo in ordine, visto che ci sono molti punti di vista da cui osservare:

  • 309.000 titolari di imprese individuali con nazionalità straniera: 77% sono cittadini extracomunitari contro i 23% di cittadini comunitari
  • il 43,4% delle imprese straniere è attiva nel commercio, il 27,4% nelle costruzioni e l’11,9% nelle attività manifatturiere.
  • la distribuzione vede una maggiore concentrazione nelle zone del Centro Nord:  Lombardia con il 18,6% delle imprese straniere totali, seguono Toscana ed Emilia Romagna.
  • Prato detiene il primato di imprese immigrate, con il 30% delle ditte individuali capeggiate da un titolare straniero.
  • le prime 10 aree di provenienza sono Marocco, Cina, Albania, Senegal, Tunisia, Egitto, Bangladesh, Serbia, Nigeria e Pakistan e la Romania.
  • la tendenza (70%) è di assumere personale proveniente dallo stesso paese di origine dell’imprenditore, reclutato mediante canali informali quali amici, parenti e comunità di origine. Solo il 20% è italiano.
  • poche infine le relazioni intraprese con le banche, un quarto delle imprese infatti dichiara di non farlo mai, meno di un quinti lo fa e ha richiesto un prestito. Il 76% degli imprenditori, proveniente in gran parte dalla Cina e dalle zone asiatiche, si autofinanzia o si fa aiutare da amici, parenti o conoscenti. I più aperti e propensi all’”indebitamento”, è più tipico delle comunità imprenditoriali dell’Est Europa.
  • il numero di imprese con titolari stranieri cresce più di quelle a conduzione nostrana: nel 2008, nonostante la crisi, l’andamento è stato positivo, facendo registrare un +6,79% rispetto all’anno precedente. Nel primo semestre del 2009 il tasso di crescita è stato del +2,71%, ovvero un +6.489 imprese tra imprese registrate e cessate.
  • l’imprenditore straniero medio al 70% ha un’età compresa tra i 30 e i 49 anni, il 14% ha meno di 30 anni e il 16% più di 50.
  • cresce la percentuale di imprese capeggiate da imprenditrici, con il 21% del totale delle attività a conduzione straniera, passando da poco meno di 45 mila del 2004 ad oltre 65 mila nel 2008.

Alcune mie conisiderazioni: visto che il numero di imprese con titolari stranieri cresce più di quelle a conduzione nostrana, che l’imprenditore straniero è in media giovane, senza dimenticare l’alta percentuale delle ditte femminili, direi che siamo fortunati ad avere questo patrimonio.

Molto fortunati.

Qui non si parla di futuro…perchè questi numeri sono del 2008!!!

E mi fa molto pensare quell’altissima percentuale di imprenditori dell’estremo oriente che si autofinanzia….che non ricorre al nostro sistema creditizio, che si auto-organizza, a prescindere.

Lascia un Commento