“Nìguri“ significa nero in calabrese ed è il titolo di un documentario che racconta il CPA di Sant’Anna (Calabria), un centro di accoglienza per richiedenti asilo.
L’autore del doc è Antonio Martino che ha il merito di raccogliere racconti diretti dei protagonisti: da una parte i richiedenti asilo “parcheggiati nel campo”, in condizione di attesa perenne e dall’altra i residenti di S.Anna con le loro difficoltà nell’accettare la “diversità”, mai incontrata prima.
Il merito del film sta proprio nel raccontare senza filtri la percezione vera dell’incontro.
Infatti, attraverso le parole dei santannesi e dei richidenti asilo, “Nigurì” è uno storytelling della quotidianità di un tranquillo villaggio calabrese trasformato in pochi anni un luogo simbolo della globalizzazione e dei suoi effetti perversi, dove la Calabria confina con l’Afghanistan , con l’Algeria e con la Liberia.
Questo il promo del film:
Girato nel marzo scorso, nei dintorni del CPA di Sant’Anna, frazione di Isola Capo Rizzuto, Calabria, considerato uno dei campi d’accoglienza piu grandi d’Europa, il documentario è uno dei pochi esempi di film che trattano il mondo dell’immigrazione senza risposte fatte: le difficoltà degli italiani vengono messe accanto alle condizioni dei richiedenti asilo, senza prese di posizione precostituite.
Ne esce una condizione di marginalità comune in cui tutti, bianchi e neri, calabresi e nigurì, sono vittime.
Crossmode cercherà di raccontarvi in profondità questo documentario che contribusce a raccontare in modo vero “l’immigrazione”: Nigurì è un passo verso l’italia interculturale per l’originalità del suo punto di vista che va oltre le informazioni solitamente escluse dai media mainstrem.
Il documentario è autoprodotto ( anche per questo Martino è libero di dire ciò che pensa) ma la diffusione del film è già notevole attraverso Facebook e la sua viralità: la prima visione avverrà il 10 dicembre a Bologna. Prossimamente vi daremo maggiori info.
Di Antonio Martino, già vincitore di numerosi premi, ne perleremo ancora: a breve uscirà una breve intervista qui.
Anzi se avete domande…qui avete la possibilità di farle: o via mail o lasciando un commento a questo post.
Questa la mia:” dopo aver girato il mondo tra la trilogia dell’Est e il documentario in Uzbekistan, perchè hai scelto di riprendere Sant’Anna?”
Per info:
www.antoniomartino.net
www.myspace.com/antoniomartinodoc
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Nìguri è di forte impatto emotivo, oltre che di una straordinaria profondità sociologica. Il nostro Martino, as usual, piuttosto che schierarsi svela, instilla domande piuttosto che spacciare risposte preconfezionate, stimola il dibattito al di là dei pregiudizi e gli stereotipi che lo irretiscono… Il titolo forse è un pò troppo calabrocentrico… forse Calafrica sarebbe stato di più impatto… forse bisogna prima vederlo e poi discutere, tra le altre cose, anche del titolo : )
Mi chiamo Mario e vivo a Crotone. Ho sentito parlare del documentario di Antonio Martino e sono molto curioso di vederlo. E’ vero che esiste un grosso problema di integrazione nella mia città, è vero che la gente non accetta questa gente diversa, ma è vero anche che non è facile gestire 1500 immigrati che ogni giorno escono fuori dal campo e si riversano sulle nostre strade. A volte assistiamo a scene davvero pietose che fanno stare male, forse dovremmo aiutare ed essere solidali con tutta questa gente, ma fino ad oggi chi è stato solidale con noi calabresi?Prima che gli Africani approdassero sulle nostre cose siamo stati noi gli Africani, siamo stati noi i Nìguri(i neri) completamente ignorati dallo stato e lasciati in pato ai mafiosi. Spero di vedere presto il film!A quando la prima?è prevista una prioezione anche dall nostre parti?
Mario
Upieru: ottima l’ìdea di compartecipare alla scelta del titolo, anche se a me niguri piace, forse un sottotitolo ci starebbe…
Mario: per vedere il video dalle tue parti, credo sia questione di tempo, e già questo commento servirà a sollecitare martino.
Per il resto…la situazione è complessa e merita attenzione… il doc d’altronde mette il dito nella piaga e, come ribadisce upieru:
“piuttosto che schierarsi svela, instilla domande piuttosto che spacciare risposte preconfezionate, stimola il dibattito al di là dei pregiudizi e gli stereotipi che lo irretiscono”
Girare un film sull’immigrazione non è stato facile, sopratutto in una zona difficile come quella di Isola Capo Rizzuto. Non è stato facile raccogliere testimonianze dirette, sia tra i richiedenti asilo ospiti del campo di Sant’Anna, sia tra gli abitanti di Sant’Anna. Dice bene Mario sui problemi che da sempre affliggono quell’angolo di Italia, e sono daccordo sul fatto che a volte la gente di Crotone, Sant’Anna e Isola Capo Rizzuto non sa che fare. “Nìguri” vuole essere una riflessione su un’Italia sconosciuta che affronta da poco tempo la questione dell’immigrazione e della conseguente integrazione. Il titolo, che vuol dire neri in calabrese, vuole essere una provocazione. Neri sono gli immigrati come neri sono stati i calabresi per i tedeschi durante l’immigrazione verso la Germania negli anni sessanta e settanta. E’ fissata per il 10 di Dicembre la premiere al cinema Antoniano di Bologna, mentre a Crotone è prevista negli ultimi giorni di Dicembre all’interno del festival “il percorso dei sensi”.
Ma perchè non li rimandiamo tutti a casa?NON LI VOGLIAMO!!!
grazie martino per le info.
Invece, caro ginetto, sai che sei nel posto sbagliato per dire questo??? crossmode crede nell’Italia interculturale come dato di fatto. Le persone che la pensano come te..sono passate di moda, sono fuori dal tempo direbbero i bluvertigo…
Ginetto, ma lo sai che in Calabria gli unici a fare le manifestazioni, sopratutto contro la mafia, sono proprio gli immigrati?lo sai che una delle manifestazioni più grandi contro la mafia è stata organizzata proprio dagli irregolari un mese fa??noi abbiamo paura, siamo omertosi e forse ci siamo anche abituati. Quindi grazie agli immigrati!!almeno ci fanno riflettere su come stiamo candendo in basso in quseto paese che ormai assomiglia sempre più ad un circo.
Luna.
Ginetto, penso che a farti parlare è solo la mancanza di informazioni e di una cultura a riguardo. Ma non ti biasimo, è normale che in un paese come l’Italia, che taglia i fondi all’educazione e alla cultura, che non può contare su un’informazione svincolata dalla politica e dove i partici politici stessi strumentalizzano la questione immigrazione, un cittadino medio possa arrivare a pensarla come te. Ma cosa sarebbe la Lega Nord senza gli immigrati??Da cosa ci difenderebbe??Quale potrebbe essere la sua crociata alternativa??forse quella contro i terroni??Riflettiamo insieme.
Dimenticavo di ringraziare Michele Dalena per lo spazio dedicatomi sul suo blog.
figurati!!! averne di film così da commentare su questo blog…
Simona su friend feed suggerisce questo libro “Gli africani salveranno Rosarno ” : http://www.terrelibere.org/libreria/gli-africani-salveranno-rosarno
Upieru ha scritto:
“… piuttosto che schierarsi svela, instilla domande piuttosto che spacciare risposte preconfezionate, stimola il dibattito al di là dei pregiudizi e gli stereotipi che lo irretiscono…”
Questa parte del commento la condivido in pieno.
Non riesco però a capire a cosa ti sei riferito quando hai scritto:
“piuttosto che schierarsi… piuttosto che spacciare risposte confezionate…”
Se abbiamo in mente i demagoghi della politica mediatica o chi, come loro :( … è un conto.
Sai perché ti scrivo questo?
Perché secondo me essere neutri non serve più, se si fanno le cose con rispetto. La mia idea è che il tipo di razzismo che si sta producendo è biologico, non tanto quello che dice “noi siamo più civilizzati di loro, la nostra cultura è l’esempio magno di cultura”, che comunque, ovviamente, accompagna e spesso causa quello biologico. Ecco la dialettica che bisogna superare, non con una sintesi, ma con (permettetemela questa espressione) nuovi paradigmi per pensare il mondo.
Quindi, Upieru, quando tu affermi che
“Martino non spaccia risposte confezionate”, cosa vuoi dire?
Sono risposte confezionate e come. Martino ha confezionato risposte.
Ma sono le confezioni che mi piacciono, sai perché? Come dici tu
“Instilla domande, stimola il dibattito…”
Che ne pensi?
Grazie a tutti.
Complimenti per il blog,
complimenti Martino,
Ci vediamo all’Antoniano perché a S.Anna non sono sicuro di venire.
Francesco