“Con TIM Card Romania chiami tutti i numeri in Italia e in Romania a soli 9 cent/min e parli gratis con tutte le altre TIM Card Romania!!
Per tutte le chiamate nazionali e verso la Romania lo scatto alla risposta è di 16 cent/€.
Offerta dedicata ai cittadini rumeni”.
Ricapitolo:
la tariffa, per un cittadino rumeno, è di 9 cent/€ mentre quella normale che è di 15 cent/€.
E’ il sito web di Tim ad annunciarlo.
Credo ci troviamo di fronte ad un precedente interessante, non solo per chi investe sul target migrante: identificare una comunity così ben definita, il criterio in questo caso è la cittadinanza, e studiare un prodotto da veicolare con una comunicazione pensata ad hoc, con adeguata distribuzione e posizionamento, è esempio di quel vedremo sempre di più. Già siamo abituati ai prodotti in base all’età: in banca, se si è minorenne, ci sono pacchetti appositi per esempio.
Ma qui si parla di cittadinanza a cui collegare una tariffa: diremmo una sotto comunity per come siamo abituati a generalizzare per il target migrante.
Finora si parlava di prodotti pensati per gli immigrati senza una distinzione interna, quindi mettendo dentro in un gran calderone più di 190 origini culturali, con esigenze e attitudini competamente diverse.
Il mercato è ovviamente in movimento: i numeri sono impressionanti come ribadito parlando di superflash, ma la nuova politica di Tim appare come un punto di non ritorno.
Applicare la discriminazione positiva, dando evidenti vantaggi ad una minoranza culturale identificata per la nazionalità, credo sia l’ultima frontiera che dimostra, ancora una volta, la consistenza del”target” immigrato” nonchè conferma sia l’attenzione di Tim verso il target migrante sia il protagonismo e l’importanza della comunità rumena in Italia.
I rischi ci sono, come riferisce Dario Savelli:
“Non pochi, tra gli utenti, si domandano per quale ragione un italiana utente sul circuito nazionale debba pagare 10-15 centesimi al minuto per una chiamata quando un utente che usufruisca della nuova tim card menzionata ne viene a pagare 9 (€cent/min) per chiamare in Italia e in Romania?”
Anch’io non sono molto convinto della scelta senz’altro coraggiosa: comunque da oggi tim mi sta più simpatica oltre a dimistrarsi coraggiosa e aperta alle sperimentazioni, anche se mi piacerebbe ci fosse un pò di dibattito.
Anzi, sarei goloso di sentire cosa ne pensa qualche partito politico ma credo che molti converranno che in questo caso è meglio non esporsi.
Comunque ho già visto delle affissioni su autobus e stazioni dei treni, luoghi considerati meeting point con i migranti, e sono tutte in rumeno: ossia, un cittadino italiano non capisce di cosa si tratta.
“Pecunia non olet” ma a Tim riconosco che, per quel posso sapere della realtà italiana, non esiste altro caso di sconto in base alla nazionalità. Casomai c’è razzismo.
La discriminazione positiva è sempre un pò scomoda: pensiamo alle “quote rosa” senza dimenticare che persino per suoni senza confini abbiamo ricevuto critiche. In questo caso si tratta di business.
Dimmi da dove vieni e ti dirò quanto paghi.
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