Io voglio una dichiarazione aperta sui servizi pubblici europei

Per un Pubblica Amministrazione aperta sul serio: vista dall’Italia potrebbe apparire come una battuta, ma è giusto pretenderlo. Ci sono i mezzi e le tecnologie.

Perchè è possibile.

Il prossimo 19 novembre i governi dell’Unione Europea si incontrano a Malmö, in Svezia, per definire e sottoscrivere una Dichiarazione Ministeriale che definisca le priorità chiave per la strategia europea dei prossimi anni nel campo dell’e-government.

E cosa succede?
Alcuni cittadini, che mi piace chiamare “guerrieri”, hanno messo a punto una “Dichiarazione aperta sui servizi pubblici europei” e stanno raccogliendo adesioni per presentarla alla Conferenza di Malmö.

Il bello è che il governo svedese ha accettato di inserire questa proposta nel programma ufficiale dell’evento: è la prima volta che accade che un programma ufficiale viene modificato per accogliere dei cittadini auto-organizzati.

Ma qui vien il nostro turno: dobbiamo firmare.

Andate qui su www.endorsetheopendeclaration.eu , basta un click.

I nostri eroi hanno anche lanciato l’idea di appoggiare l’iniziativa attraverso dei video, come questo di David Osimo, una dei coordinatori del gruppo.

Qui trovate la traduzione di tutto il documento che in breve prevede:

Una Open Declaration sui Servizi Pubblici europei aperta alla sottoscrizione di quanti credono che le politiche di e-gov debbano utilizzare la tecnologia soprattutto per “aprire” la pubblica amministrazione, secondo i principi della partecipazione e dell’empowerment”.

Un sito web, facebook, dei video: un progetto con nobili intenti, che punta a rendere la vita dei cittadini europei più facile. Per tutti.

Un’operazione che appariva impossibile, ora sembra raggiungibile.

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