Superflash: una carta di credito per gli immigrati?

Tempo fa, sono stato chiamato da un’agenzia di comunicazione che cura la campagna Superflash di Intesa San Paolo,  per testare un prodotto bancario pensato anche per gli immigrati.

Dopo aver contribuito a WelcomeAward (raccontato anche qui ), il premio per i servizi bancari pensati per migranti, e visto che  considero l’accesso bancario agli immigrati di vitale importanza per una integrazione effettiva, abbiamo accettato di testare il prodotto. Tra l’altro la mia tesi di laurea verteva proprio sulla comunicazione bancaria verso il target migrante…

Facciamo un passo indietro:

Perchè una banca vuole intercettare, o cerca di farlo, il target immigrati?

Perchè una banca è così interessata?

  • Contando che si parla di più di 4 milioni di persone (dal Dossier sull’immigrazione della Caritas, qui)
  • con una percentuale di partita IVA impressionante (vedi sito unioncamere)
  • l’ammontare delle rimesse che non passano dalle banche è elevatissima: nel 2007 si stimano 6 miliardi di euro dall’Italia verso i paesi esteri, pari al 33,4% in più rispetto allo stesso dato del 2006 (da qui).

        Credo che le rimesse sono in parte l’obiettivo delle banche, perchè i gran parte escono dall’Italia in modo illegale o attraverso Western Union o Money Gram: sono fette di mercato enormi dalle quali le banche, fin’ora,  sono escluse.

        Anche per questo è nata Superflash .

        Tornando a noi, Superflash è una carta di credito ricaricabile al costo di 9,90€ all’anno, che permette di avere una serie di servizi interessanti.

        Per prima cosa, ho fissato un appuntamento attraverso il sito web dedicato, mi sono recato alla filiale da me selezionata e in poco più di mezz’ora mi hanno consegnato una carta di credito che al massimo può contenere 10 mila €.

        L’impiegata è stata gentile, mi ha fornito tutto il materiale (compresa borsa brandizzata Superflash) utile a capire i servizi possibili, e si è dimostrata pronta a spiegarmi il tutto.

        Vista la cordialità, le ho chiesto informazioni sui richiedenti la carta e se ci fossero stati immigrati:  nonostante la carta sia stata lanciata solo a Maggio, è già stata richiesta frequentemente da giovani, da persone che si recavano all’estero e da immigrati, vista la velocità e le gestibilità dei servizi.

        Il vantaggio sembra essere di avere una carta prepagata ma anche un pò carta di credito.

        Visto che sono impedito, la prima volta che ho cercato di accedere via web alla banca, ho chiamato il centro assistenza telefonica che, passo dopo passo, mi ha indirizzato al primo log-in.

        Si, perchè un’altra delle caratteristiche di Superflash è di essere anche on line.

        Fin qui, per quello che si chiama customer care, la cura del cliente, direi che il voto è positivo: certo sono un cittadino bianco, italiano, con laurea e smanetto in rete tutto il giorno.

        Se fossi un migrante cinese? Marocchino? Sudamericano?

        Passiamo alla brand experience, cioè proviamo il prodotto.

        Il costo annuale è basso, è anche banca on line, si possono fare bonifici anche dall’estero da dove posso anche ritirare…gli usi sono moltepolici per molti target.

        Perchè in poche parole i servizi prevedono:

        • accreditare gratuitamente lo stipendio;
        • ricevere bonifici dall’Italia e dall’estero
        • inviare bonifici, ricaricare il cellulare e consultare i movimenti e il saldo della carta tramite

        L’ho provata, sembra funzionare senza problemi anche dall’estero da qui il possibile uso per mandare rimesse. Ipotizziamo di dare una carta all’estero: da qui versiamo i soldi nel conto e da là ritirano, perfetto direi.

        La comunicazione messa in campo è diversificata: ora c’è anche il blog www.superflashblog.it, la Gialappa continua con i suoi spot…ma gli immigrati la useranno???

        Riusciranno i nostri eroi ad intercettare questa fetta di mercato?

        Non c’è nulla tradotto in altre lingue, percui è evidente che ci si rivolge ad immigrati oramai stanziati in Italia.

        Il ragionamento è complesso ed eterogeneo, basti pensare al differente concetto di banca a seconda delle origini culturali, ma il fatto è chiaro: superflash può essere catalogato come un servizio di migrant banking.

        Prossimamente ne parleremo ancora, sentirò gli amici di Etnica e il loro Bank Award e vi racconterò del camper che ho appena visto vicino alla stazione FS di Bologna: è di una banca marocchina ora sbarcata anche in Italia che si posiziona nei meeting point della comunità magrebina…

        Il dato effettivo è che il tema è caldo e le iniziative si sormontano: buon segno.

        2 Risposte

        1. [...] mercato è ovviamente in movimento: i numeri sono impressionanti come ribadito parlando di superflash, ma la nuova politica di Tim appare come un punto di non [...]

        2. [...] San Paolo,  per testare un prodotto bancario pensato anche per gli immigrati. blog: Crossmode | leggi l'articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un commento [...]

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