Dal festival internazionale: Steven Johnson e il futuro

Dopo il racconto dul film “Letters to the President”, ecco alcune frasi uscite dalla conferenza di domenica al Festival di Internazionale di Ferrara di Stephen Johnson: non sono esaustive ma…mi hanno colpito!

Steven Johnson by duncandavidson.

Se il web nel 95-6, per esempio amazon, poteva essere paragonato ad un centro commerciale dove tutto era in vendita, ora il web può essere paragonato ad una città.

Gli incontri casuali  ora nascono attorno ad un interesse comune arrivando a creare delle forme che potremmo chiamare “quartieri”.

Il web può diventare uno spazio di vicinato. Non è una trasposizione del reale nel web ma l’inverso.

Vediamo l’esempio dei blogger newyorkesi:  come avere informazioni pertinenti se non ascoltanto di maggiori esperti del territorio?

Il concetto di Hyperlocale è perfetto: come collegare il locale al web.

Come fornire informazioni utili sul territorio? Le mappe on line, la rete geografica con informazioni.

L’esempio di http://outside.in/ , nuovo progetto di Steven Johnson, rappresenta esattamente come il tessuto della comunità colma  le lacune informative.

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Vengono raccolte informazioni dai vari blogger che vengono embeddati su un unica piattaforma, collagata ad una mappa, che collega le informazioni in tempo reale.

Oltre alla piattaforma per blogger ne esiste una anche per publishers.

L’idea parte dal fatto che l’interesse per una news è inversamente proprorzionale alla distanza rispetto ad essa.

“La scuola di mio figlio è più interessante ripetto alla notizia di una bomba in Pakistan”.

“Che cosa accade nella mia strada”?

Ci troviamo di fronte a flussi di informazione che circolano amplificate: l’obiattivo e la speranza è arrivare ad ecosistema autosostenibile per avere un sistema che offre: diversità, efficienza e resilienza.

Il miglior modo di capire il futuro è vedere dove si è sviluppato maggiormente. Guardare le nicchie.

2 luoghi esemplari: la tecnologie e la politica.

Sulla politica, e  non solo, ecco il resoconto di Francesco Costa.

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