Dal Festival di Internazionale:”Letter to the president”. Ahmadinejad e il suo marketing

Sabato ho visto il film  “letter to the president” al Festival di Internazionale di Ferrara.

Il titolo del film fa riferimento alla possibilità di mandare lettere al Presidente: la cosa non è da poco perchè sono state mandate 9 milioni di lettere, più 1 milione tra sms e mail.

72 di film sull’Iran, sul rapporto tra il suo attuale leader Ahamadinejad e il popolo per raccontare un sistema di consenso incredibile: vedere il Presidente accolto dalla folla festante che preme per recapitargli la propria lettera, colpisce.

Si perchè al 75% delle lettere riceve risposta.

C’è un ufficio predisposto, con annesso telefono verde presidenziale, in cui lavorano delle simil stagiste: ogni lettera viene catalogata con appositi moduli.

Ogni viaggio del “nostro Marco Polo”, anche così viene nominato il Presidente per i suoi continui viaggi, viene accompagnato dalla sforzo di centinaia, se non migliaia, di cittadini che cercano un contatto con il Presidente.

writing a letter to the president

Una comunicazione esemplare, una macchina di consenso con un marketing chiaro ed efficace per costruire un rapporto diretto con il “capo” che risolve le cose.

Un esempio di comunicazione clamorosa: una macchina radicata e virale perchè chiunque racconta di qualcuno a cui è stato esaudito il bisogno. Da chi ha avuto bisogno di un prestito o per pagare le spese medice per il marito malato o semplicemente per andare in preghiera Santuario.

Khomeini billboard Tehran

In massimo 6 mesi arrivano le risposte, con molti, almeno dal film si ricava questo,  questiti esauditi, cioè risolti attraverso mediazioni, donazioni dirette di soldi, prestiti agevolati ecc..

Un rapporto che alimenta una notevole capacità di guidare le folle: l’ex sindaco di Tehran, nominato Presidente contro ogni pronostico, da poco rieletto nonostante le note sommosse, fonda il suo consenso nelle campagne, lontano dai centri di educazione e potere.

Questo è un’altro aspetto interessante: risulta evidente, se non dicotomico, la differenza tra città e campagna.

Tra le campagna regna, anche con punte di ironia, un rapporto quasi messianico che, attraverso le lettere al Presidente, raggiunge l’apice.

Ma in città, almeno dalle interviste, ricaviamo la voglia di libertà, anche nelle piccole cose: atteggiamenti all’”occidentale”,  come una ciglia curata, sono simboli di libertà a cui aggrapparsi nascondendosi dalla fantomatica Polizia Etica.

Vedere il Presidente amato nelle campagne e contemporaneamente quasi ridicolizzato dai più nelle città, conferma la complessità delle cose.

Comunque rimane forte l’idea che la banalizzazione occidentale, l’immagine di paese retrogadro che regna nei nostri media rimane sconfitta. Questo film non risponde a domande, ma aiuta a comprendere il Presidente Ahmadinejad e il modello di comunicazione sicuramente efficace.

3 Risposte

  1. Una considerazione che si può fare è che quel (presunto) 75% di risposte sia in realtà un dato mediatico. A conti fatti servirebbero una quantità di tempo e persone inimmaginabile e, inoltre, non ci sono riferimenti sul contenuto delle risposte.

    Molto più funzionale, in un tipo di società che trae la maggior parte delle informazioni dal “passaparola” e dall’opinione collettiva (come sottolinei la differenza tra città e piccoli centri è lampante), è infatti immettere sul circuito un’informazione qualsiasi e semplicemente continuare a sostenerla.

    Ricorda qualcosa?

  2. hai ragione andrea..

    infatti la news che rimane e che da il titolo al film, è proprio la lettera in sè…e non il processo di governo attraverso le lettere..

    però aggiungerei che sembra credibile..cioè attraverso i racconti di chi ha ricevuto riposta..cresce la reputazione del sistema e scatena viralità…
    se fosse solo marketing di fumo, avrebbe le gambe corte corte..

    poi, ovvio, che chi cerca altre fonti d’informazioni, vedi i + giovani in città, dubita fino a ironizzare…

    come da noi:)

  3. [...] La suoneria ‘verde’ per cellulari per un Iran libero Pubblicato su mercoledì, 3 febbraio, 2010 da mic Dell’Iran e dei mille modi di comunicare, non solo la ribellione alla dittatura, ne abbiam parlato varie volte: da persepolis 2.0 al numero dei blogger iraniani, poi la cosidetta resistenza digitale,  Neda fino al film sul marketing di Ahmadinejad. [...]

Lascia un Commento