Branding Kosovo: la nascita di una nazione

Come nasce una nazione?

Branding Kosovo ci offre un’ottimo esempio.

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Una bandiera, un inno, un profilo…e non stiamo parlando di una marca, ma di un paese. Anche se le analogie sono enormi.

Nato in un batter di ciglia, il caso del Kosovo è portato ad esempio di nation building da Diego Hurtado de Mendoza, che in Italia ha lavorato per Fabrica.

E’ stato in Kosovo nei giorni dell’ indipendenza, “ha intervistato i protagonisti di quel momento storico: personalità politiche, ex-capi della guerriglia fino ai finalisti e al vincitore del concorso per realizzare la bandiera e i direttori d’orchestra che hanno composto il nuovo inno nazionale.

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Ne è venuto fuori un film-documentario, Branding Kosovo, che ci aiuta a capire come il Kosovo costruisse il proprio brand sotto la supervisione della comunità internazionale, l’ONU e l’Unione Europea. Potete vedere qui il trailer!

Il progetto è valido e significativo e offre una testimonianza diretta e chiara sulle potenzialità del branding di essere strumento principe del nation building nel XXI secolo”.

Da qui.

Già avevamo parlato di Anholt e delle sue teorie e pratiche del place branding…

13 Risposte

  1. Kosovo? Ma voi vi rendete conto come è andata la storia del Kososvo? Sì forse avete ragione è stata tutta una questione di marketing…politico ad alti livelli. Poi non vi lamentate se la padania vuole l’indipendenza…in fondo stanno già facendo il loro ottimo marketing. Giusto Crossmode? Molto cross e innovativi i leghisti!!! Ci piacciono, giusto crossmode?

  2. Cara Lulli..
    forse ti sei persa che il post è un virgolettato…

  3. e quindi? Non vedo il senso critico da parte vostra…

  4. Questo blog, come molti altri, spesso si limita ad essere aggregatore di informazioni. Ovviamente ne nasce un problema di credibilità delle fonti..ma questo è il web.

    Poi c’è il progetto crossmode con una linea di ricerca, con una certa letteratura di riferimento.

    Il tuo primo commento mette il dito su questioni..come dire..profonde.
    Sul Kosovo, come su tutta la questione “balcanica” non mi sento di appoggiare fazioni…certo è che risulta “innovativo” pensare un territorio come un brand. Da “I Love NY” in poi…

    Sulla Lega? Se dovessi elencare tutte le iniziative di comunicazione della Lega..mi ci vorrebbe un blog :): per crossmode risulta centrale perchè è l’unico partito politico con una chiara politica sull’immigrazione, ovviamente figlia della paura e ancorata ad una visione che combattiamo in tutti i modi, a volte con provocazioni, spesso con esempi concreti di politiche diverse. Ecco.

  5. scusate, ma se inneggiate allo politically scorrect, dovete sempre offrire il vostro punto di vista. Se non avete punti di vista su ciò che riportate allora lasciate stare. Se invece tutto ciò che per voi è innovativo diventa degno di nota, vi prego di riempire di senso e di criticità la parola “innovativo”, altrimenti peccate di incoerenza e di ridicolaggine.

  6. credo che creare e supportare un luogo dove ci si possa confrontare sia innovativo, o almeno contemporaneo. Credo che parlare di immigrazione senza parlare di emergenza sia innovativo. purtroppo, aggiungo, ma in Italia è ancora innovativo.
    credo che appoggiare le modalità cross sia innovativo..

    Altrettanto non posso dire perciò che non posso supportate a dovere. Io del Kosovo non ne sò un gran chè, scusami ma non credo sia giusto esporsi sempre.
    Ognuno ha i mezzi per farsi un’opinione…a volte basta citare la fonte. Se vuoi sapere la mia opinione sul metabolismo delle formiche…credo che non riuscirei a risponderti.

    E’ chiaro che branding kosovo è l’ultima frontiera, ma per il marketing utilizzato…e su questo che mi sono concentrato.

  7. Ah ! Ora ho capito questo blog parla di marketing! Avevo capito altro, credevo si parlasse di intercultura! Allora un consiglio: concentratevi sul marketing che sull’intercultura siete in alto mare.

  8. Cara Lulli92…
    “Il blog di crossmode è un osservatorio permanente su ciò che è cross, ciò che si muove, che si contamina e genera”.

    leggi questo http://crossmode.it/2009/07/09/basta-raccontare-la-storia-dimmigrato/

    e questo http://www.malih.senigallia.biz/?p=150

    e se vuoi intercultura (termine che abbiamo scelto di non utilizzare mai) ..leggi questo
    http://www.stranieriinitalia.it/..lì trovi tutto :)

  9. Vi cito “Questo blog è un progetto di Crossmode.it, un social network no profit, nato per giocare con la creatività e l’intercultura” Non mi sembra che non la usiate la parola “intercultura”..AHAH E poi che male c’è in questa parola? C’è chi la pratica quotidianamente senza farsi troppe seghe. Ma ho capito che voi promuovete il cross, solo che la gente che vi legge pensa di essere cross quando fa il bancomat o usa il conto online. Forse non siete nella direzione giusta. Buona fortuna! Passo ad altri blog migliori e più “cross”.

  10. l’Ass. culturale è attiva nell’intercultura e creatività. Il blog gioca col cross…:)
    bene Lulli92, non penso che mi mancherai..
    ah, se trovi altri blog..segnalateci, stiamo cercando cross coll hunter :)
    ciao e suerte

  11. forse ho un pò esagerato, sorry

    ma senti..dimmi una cosa cross?

  12. intanto ringrazio molto per la partita che avete giocato tu lulli e tu mic. detto ciò passiamo alle considerazioni. devo essere sincera non leggo sempre questo blog perchè non mi fa impazzire ma mi rendo conto d averlo tra i “preferiti” perchè spesso mi da spunti di riflessione su come la comunicazione 2.0 sia un arma a doppio taglio e in maniera particolare di come stia andando il mondo. tu mic e i tuoi colleghi siete un simbolo. il simbolo di un italia che fondamentalmente mi fa schifo. questa doppia identità che mettete in campo, questa non coerenza e questo modo di “provocare” che è semplicemente insopportabile. ammetto la durezza di lulli ma credo che in linea generale abbia ragione, come ne hai tu mic che sei un commerciante, stai vendendo un prodotto e quindi non puoi non difenderti. ma ti dico anche che l’ultima persona che non prendeva una posizione, che diceva che le sue affermazioni erano solo delle “provocazioni” si chiamava Benito, Benito mussolini. per schiarirti le idee ti consiglio un libro di Antonio Spinoza: mussolini , razzista riluttante. avevo circa 16 anni quando l letto ed è stato illuminante. è il disegno di un uomo incapace di prendere delle decisioni e quando le prendeva lo faceva in funzione dei suoi interessi. oggi si va avanti così. e voi di crossmode rovinate un prodotto molto interessante nel momento in cui decidete di non prendere posizioni. hai citato per ben due volte quel delinquente di Gentilini. facendo il suo nome gli hai dato spazio e questo, caro mic, è una pessima strategia. viviamo in uno stato dove la comunicazione è un tabu e tu se vuoi essere divero dagli altri devi, e ripeto, devi assolutamente dire ciò che pensi., altrimenti sarò costretta a pensare che non sai pensare e che rischi di cadere nella trappola del razzismo riluttante. ogni parola che viene detta è un macigno e se puoi essere tu a lanciare la pietra non aspettare che ti avviri sulla tesat muoviti e lanciala.
    detto ciò vi saluto e vi ringrazio nuovamente.

  13. Una donna velata mi ricorda mia nonna. Questo è ciò che penso sull’uso dell’hijab. Aspetto un politico di “sinistra” che difenda questo oggetto che mi piace chiamare di moda.

    Sul resto…credo di aver preso posizione in tempi non sospetti.
    Fare comunicazione e organizzare progetti è esporsi. Stare sull’orlo del politically correct anche. Parlare di diversità culturali, di incontri e scontri senza derive ideologiche moderne..è esporsi.

    Sara…per esporsi a volte basta una mail, a volte no. A volte è necessario creare un network senza compensi e ritagliarsi ogni giorno del tempo per ricercare notizie e progetti da mettere in condivisione. A volte si è apprezzati, a volte no. Questo è esporsi. Forse l’essere commerciale a cui ti riferisci è il mio modo di espormi..peccato che nessuno abbia avvisato il mio c/c.
    :)

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