Il perchè di un festival sul turismo responsabile

Andrea e Sonia parlano di ITACA’ il festival sul turismo responsabile.

Sonia, che solitamente scrive su questo blog, in questo caso è l’intervistata: da una piccola chiaccherata ecco alcune dritte sul festival.

  • Da dove nasce il nome “ITACA’ ‘”?

Da un curioso gioco di parole tra il celebre nome dell’isola greca patria di Ulisse – il viaggiatore dell’immaginario classico – e l’espressione dialettale bolognese Ît.a.cà? che significa “Sei a casa?”, per riflettere sull’idea di viaggio: uno spostamento fisico fuori dai confini in modo responsabile e consapevole, ma anche una riscoperta e valorizzazione del territorio locale.

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  • Come è nata l’idea del festival?

L’associazione culturale YODA proponente del festival, di cui faccio parte, organizza attività di volontariato internazionale (nei Campi Profughi Saharawi, in Mozambico, in Romania e in Palestina): facendo esperienza diretta di queste realtà, ci siamo resi conto non solo che i nostri intercampi rappresentano un’alternativa al turismo di massa, spesso indifferente verso le popolazioni locali, ma abbiamo incontrato altre organizzazioni che, come noi, promuovono un turismo diverso, consapevole ed eco-sostenibile.

Così abbiamo pensato di organizzare un Festival che informi e sensibilizzi la cittadinanza sullo sviluppo sostenibile e sul turismo responsabile, costituendo, al contempo, un’occasione d’incontro e confronto per ragionare criticamente sul concetto di viaggio, sulle migrazioni come fenomeno globale, sugli squilibri e le disuguaglianze del mondo.

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  • Perchè si sente il bisogno di un turismo responsabile, a misura d’uomo?

Negli ultimi anni è nato un forte interesse per questo tema. Ognuno di noi può scegliere se viaggiare sulle rotte del turismo di massa o viaggiare in modo ecosostenibile, consapevole e attento sia al paese di destinazione che alla popolazione locale, rispettando la natura in cui ci si immerge.

Il fine, naturalmente, è quello di ridurre al minimo gli effetti negativi del turismo esagerato di massa e potenziare al massimo i possibili benefici economici e sociali per le comunità locali. Oggi esistono molti enti che promuovono questo tipo di viaggio.

Ecco quindi la necessità di sensibilizzare le persone su questo tema e con il web 2.0 ogni utente può informarsi e scegliere il viaggio che crede più ecocompatibile con il suo modo di vedere il mondo.

  • Qual è stata la reazione degli altri enti che già operano nel mondo del turismo?

Estremamente positiva. Ogni ente coinvolto nell’organizzazione del Festival,  in primis COSPE e NEXUS, si è dimostrato disponibile a collaborare, rivelandosi molto sensibile ed attento al tema del turismo responsabile.

La rete che si è così formata ha inciso sullo sviluppo dell’identità di questo evento, arricchendo, con le diverse esperienze dei singoli enti, le proposte offerte alla cittadinanza durante le tre giornate di Festival.

Venite? Ai Giardini Lorusso, ex Bestial Market, a Bologna.

Una Risposta

  1. [...] e programma rinvio a Marginalia). In contemporanea, ancora a Bologna, tanti gli appuntamenti per il Festival del turismo responsabile, che vede la partecipazione di oltre trenta associazioni e tra queste Sopra i ponti, di cui vale la [...]

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