Id al-Kabir e la macellazione rituale islamica

Dall‘Osservatorio provinciale delle Immigrazioni di Bologna ci è arrivato il comunicato stampa, compresa locandina, per chiarire quali sono le norme che regolano la macellazione islamica.

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Come segnalato quando parlavamo dello shopping halal in merito al commento di Boh/orient4all, in occasione di “ID al-Kabir” , la “Festa Grande” o” del montone”, che cade a 70 giorni dalla fine del Ramadan (quindi tra pochissimo) la religione musulmana (come quella ebraica) prevede “che la carne, per potere essere lecitamente consumata dai propri fedeli, debba provenire da un animale macellato secondo alcune regole precise: esse sono volte a sottolineare il significato sacro che accompagna l’uccisione di ogni essere vivente… La macellazione rituale è divenuta di recente oggetto di dibattiti e polemiche perché, secondo una larga parte dell’opinione pubblica e degli esperti, il rispetto delle regole religiose implica un incremento della sofferenza dell’animale: questi infatti viene immobilizzato secondo tecniche particolari e viene ucciso senza essere previamente stordito. Le leggi della maggior parte dei paesi europei (tra cui l’Italia) prevedono apposite deroghe per rendere possibile la macellazione rituale senza previo stordimento dell’animale”.

Il problema non è da poco perchè:

  • la macellazione rituale ha un rilievo quantitativo sconosciuto fino a pochi anni or sono, viste le presenze di musulmani italiani e stranieri
  • mattatoi (per esempio in Francia vedi il link ) non sono in grado di far fronte alla domanda di macellazioni rituali
  • le macellazioni rischiano di avvenire in maniera incontrollata sepsso nelle abitazioni private

Per ultima, ma centrale nella discussione vi è il punto di vista giuridico: c’è compatibilità tra il diritto di libertà religiosa (che sta alla base della macellazione rituale) ed il rispetto degli animali, che impone di risparmiare loro ogni sofferenza evitabile?.

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Il fenomeno non è trascurabile ed è per questo che è mirevole (se non doverosa) la campagna che in questi giorni possiamo trovare a Bologna e Provincia in ambulatori, sale comunali (e speriamo anche nei luoghi “islam friendly” come le macellerie halal) organizzata dalla Provincia di Bo, da AUSL Bo e AUSL Imola e dal Consiglio Provinciale degli stranieri della Provincia di Bo.

Certo, graficamente si poteva fare qualcosa di più carino, ma credo che è già importante avviare il percorso di risconoscimento.

Qui trovate le indicazioni in 3 lingue, qui informazioni più generali (più approfondite in francese qui). Mentre qui è disponibile il Protocollo d’Intesa.

Dall’intevista del 3/7/07 a Samir Kahldi, disponibile qui, sappiamo che, per la macellazione islamica, l’animale deve essere indirizzato verso la Mecca, ricordando che il sacrificio si esegue in nome di Allah, e si tagliano con una lama molto affilata le due arterie principali. L’idea di fondo è la stessa degli ebre per il cibo kosher: scongiurare il più possibile la sofferenza all’animale. Si vieta, infatti, l’uso di coltelli che non siano perfettamente affilati così da determinare, con un unico taglio, la morte immediata dell’animale e anche la fuoriuscita di tutto il sangue che è haram. Anche la distinzione tra halal (“lecito”) e haram (“proibito”) è molto simile alla contrapposizione tra kasher e taref nel mondo ebraico.

6 Risposte

  1. ne conosco e ne ho viste, purtroppo (ma per caso, passando in un vicolo del quartiere musulmano di Delhi), di macellazioni rituali ed erano assolutamente barbare. Dico una cosa: tutte le religioni sono state scritte e codificate in tempi in cui c’era un’altra sensibilità, verso gli animali e verso l’uomo. C’erano altre condizioni sociali e altre esigenze e malattie.

    Pensiamo solo a certe norme dell’induismo consigliate, anche se non obbligatorie, come il sacrificio rituale delle donne, o sati, che si bruciano vive sulla pira del marito, oppure in anticipazione della morte del marito, o se pensano che il marito sia morto, ma è lontano, si bruciano vive insieme alle sue scarpe. L’ultima conosciuta è di qualche anno fa. Allora in nome della tradizione la rimettiamo in uso?

    Pensiamo ai figli pronti a essere immolati come agnelli sacrificali, se Dio lo vuole, nella Bibbia. O ai matrimoni “settimanali” o a termine del buddhismo. O al levirato dell’ebraismo. In nome della tradizione li usiamo ancora?

    Ora certe norme non hanno più ragione si esistere, non c’è motivo di giustificarle se non un tradizionalismo eccessivo e ottuso. Questo tipo di uccisione musulamna, come viene eseguita, è assolutamente bestiale. Dove le bestie siamo noi.

    Aldilà del coltello affilato, l’animale sente e capisce. Non solo non credo a questi provetti macellai orientali occidentalizzati, che fanno le cose in un secondo, e non credo a questi coltelli perfetti, ma è proprio assurdo ucciderli da vivi, legati come animali in cattività. E’ proprio assurdo ucciderli in sé, anzi. Soffrono e soffrono.

    Ricordo anni fa quando gli animali erano portati al macello, nei camion, che urlavano e piangevano ed erano agitatissimi. Diversi autisti hanno cambiato lavoro, un mio conoscente veterinario ispettore pure, solo per non sentirli, e ne disse cose orribili, raccapriccianti.

    Siamo noi orribili e, se ogni tanto in certi casi la carne ci vuole (bambini, malati, vecchi), in certi casi insisto, e con molta moderazione, l’unico modo è almeno causare ai nostri fratelli meno sofferenza possibile. L’ideale è non mangiare carne, ovvio.

    Sia nell’allevarli, sia nell’ucciderli. Ho insegnato all’università per anni religioni orientali e su una cosa tutte le religioni insistono, almeno le grandi religioni monoteiste: l’amore, il rispetto. Se l’Islam non conosce amore per l’estraneo o per l’animale, almeno che lo rispetti. Rispetti la sua vita, la sua morte e la sua sofferenza nel nome di Allah.

    Un tempo non c’erano medicine che lenivano il dolore oppure ottonebravano la coscienza: ora sì.
    Ma costano, e costano care.
    Forse è questo, più che la tradizione, che fa sì che ancora si usino norme barbare.
    In nome delle religioni.

  2. [...] la pratica in Italia venga vietata e non perché i coltelli non sono abbastanza affilati o i macelli appositi non sono sufficienti, ma perché siamo nel 2008 e l’etica di tutte le [...]

  3. Ciao in risposta a Enrica:

    “Se l’Islam non conosce amore per l’estraneo o per l’animale, almeno che lo rispetti.”

    Mi permetto da dire che malgrado a insegnato religione orientali a l’universita, lei non riesce a sstaccarsi seconde me da un suardo orientalista :

    - Come poi paragonare i riti hinduista a quelli del sacrificio animalesco che ritroviamo racontato sia nella Taura, nella Bibia che nel Corano?

    - Seconde me al dil à del rituale i se, lei non ha colto lo spirito della festa…ok magari, al giorni di oggi tanti musulmani ( sopratutto in diaspora in Europa – come me) non celebrano piu questa festa perche lo spirito e di aiuutare la gente che ne ha bisogna, gente che he veramente in crisi, povera gente che non riesce a trovare a mangiare e non per il gusto trash che risveglia un immaginario coloniale del musulmano sanguinario come viene fuori dal suo commento…

    - Sulla sofferenza dei animali:::e tutto un capitolo da aprire: perche a parte certe metodi industriali su qualli posso essere daccordo , non bisogna esagerare…perche la sofferenza reale e quella dei essere umani….mi fa triste vedere cani in europa che mangiano e sono vestiti meglio di un africano o un asiatico…

    Non faciamo confusione nella testa della gente…
    Sono daccordo sull’agionamento di certe rituale nel rispetto della gente che ci crede ( senza fare male a nessuno)…di là a farne una caricatura, bisogna averne il talento e avere fatto il giro della storia, non solo da un lato…

    per finire, trovo incoraggiante l’iniziative del manifesto per informare la gente che non sa…non viatarlelo con la pretensione e l’arrognaza di quella che ne sa di piu:::perche mi puzza da illuminisme del XIX siecle..E a proposto dei “Lumières” e del “obscurantisme” le lascio riflettere su questo magnifico Caravaggio che rapresenta questo episidio symbolico e comune alle tre religione monoteiste:

  4. cosa dire…. io sono vegetariano, già mi pesano i macelli (a norma) pensate cosa posso pensare di quelli islamici… ma la sensibilità e il rispetto che hanno i signorini (sennò s’incazzano e fanno attentati). in poche parole già gli stiamo sulle palle noi figuriamoci gli animali. ma maometto quel giorno poteva farsi un pò di cazzi sua!!!!

  5. A sandro che dice “s’incazzano e fanno attentati” e “già gli stiamo sulle palle noi figuriamoci gli animali”

    - ti pensi forse furbo a mettere tutti in una categoria e chiamare la gente che non connosce terroristi…forse leggevi il secondo paragrafo della mia risposta…

    -lo dico perche non mi sembre avere dei amici se pensi che tutti ti odiano e che ce un complotto contro te e tutti i vegetariani del mondo….

    - le tue bestemie contro un profetta rispetatto da miliardi di esserer humani danno il tono al tuo livello di vegetariansmo mentale…

    mi dispiace per te se pensi che la laicita e negare il diritto dei altre a farsi cazzi loro come dice tu…Comunque : IL MONDO E BELLO …

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