Vi piace la campagna per l’integrazione degli stranieri promossa dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali?
Serve? A chi? E che emozioni ci comunica?
Ci sono 4 protagonisti immigrati: un ragazzo di colore operaio, una filippina che spinge un’anziana sulla sedia a rotelle, un barista dell’Est Europa e un pizzaiolo di origine araba. Quattro personaggi con differenti professionalità che in qualche modo indicano che gli immigrati ci sono, ci “servono” e ricoprono lavori che gli autoctoni non accettano più, d’altronde definiti delle “5 P”: precari, pericolosi, pesanti, poco pagati, penalizzati.
I protagonisti sono accompagnati da “Mi sun chi per laurà”, oppure “Male nun fa’, paura non ave’” e “Nisciuno nasce imparato”, cantano “O mia bela Madunina”, e ” Scuiri Scuri”, insomma parlano i nostri dialetti: può apparire apprezzabile la voglia di farci familiarizzare, di prossimità con i diversi ma è evidente la volontà di assimilazionismo.
La campagna è parte del “Progetto integrazione – scopri i tuoi diritti, apprendi i tuoi doveri”: tutti i cartelloni recano poi la scritta: “Conoscere e rispettare le leggi italiane fa vivere meglio te e chi ti sta vicino. Vivere bene in Italia è un tuo diritto, ma dipende anche da te. Consulta il manuale di integrazione su www.lavoro.gov.it”.
Mettere assieme è “un tuo diritto, ma dipende” potrebbe apparire come una minaccia…esagero?
Sembra che il target di questo tipo di comunicazione “istituzionale” non siano gli stranieri. Credo che il messaggio del Governo sia verso gli italiani impauriti dicendo: “ci siamo, stiamo controllando e vi rassicuriamo”: d’altronde, bombardati da messaggi carichi di terrore per l’invasione, il messaggio dovrebbe arrivare alla casalinga di Voghera:” vedi, se fanno i bravi, se lavorano poi imparano il dialetto e diventano “trasparenti”.
Andando in profondità, la campagna invita ad andare a leggere il manuale “Immigrazione come, dove, quando” per fornire “a chi deve ancora arrivare in Italia ed ha bisogno di capire come si possa entrare, sia per chi già vi si trova. (…)” con informazioni su ” i problemi quotidiani: dal contratto di lavoro all’iscrizione dei figli a scuola, dal rilascio della patente all’apertura del conto corrente in banca” con allegata la Costituzione Italiana.
Provate ad immedisimarvi nella straniero che dall’estero si connette, arriva sul sito giusto, capisce che il Governo Italiano pensa a lui, si scarica e si legge il manuale (disponibile prossimamente in 8 lingue) interessante direi…ma l’utilità e tutta da dimostrare.
Dal comunicato stampa dell’iniziativa, disponibile qui, trovate che la campagna è accompagnata da altre iniziative integrate tra loro (almeno questo è il proposito): come il “tour di contatto per l’integrazione” a Roma, Torino, Milano, Brescia, Vicenza, Treviso, Bari e Palermo per svolgere attività di supporto (quali?) con “tornei di calcio per l’integrazione”, in collaborazione con la Uisp.
In questo articolo di Fabrizio Buratto, uscito su Jobtalk, blog del “Sole24ore” dedicato al mondo del lavoro, si dice:”…Sui cartelloni e nello spot televisivo nessuna parola di benvenuto; il “mi sun chi per laurà” suona degno degli scketch di Vianello e Tognazzi degli anni Sessanta sui negri (allora si chiamavano ancora così) con la faccia pitturata e l’anello al naso. O è una mia sensazione?”
A me torna in mente il commento di crossgu in merito al post alla campagna “Romania piacere di conoscerti”: “tra il video e la pubblicità sui giornali il messaggio sembra essere: se apri una partita iva sarai rispettato!!!…Lo vedo molto frustrante come concetto oltre che molto milanese… ci manca solo che facciano dire loro: “taaac”.
Poi, leggendo on line “La Repubblica” la famosa dichiarazione di Bossi su “immigrati risorsa negativa”, alzo gli occhi e in evidenza compariva il banner della campagna per l’integrazione..da una parte il Governo e l’immigrato risorsa necessaria, dall’altra Bossi e il suo marketing negativo: ossimoro? Oppure si tratta del vecchio “un colpo al cerchio e uno alla botte”? In entrambe i casi il target rimane la casalinga di Voghera.
Un passo avanti è stato fatto, il Governo si è esposto…ma le emozioni comunicate sono frutto di una visione che guarda agli italiani impauriti, poi con quel “dipende da te”… il mio giudizio è negativo.
Voi che dite?
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ottimo lavoro crossmic, ….ma “dipende da te” :)
la solita storia…
hai visto come sono belli li immigrati in colore, sembrano i puppazi della LEGO o la PLAYMOBILE
dico che la trovo irispettosa, brutta, fuorviante e falsa
si verissimo crossmic, hai completamente ragione! ma ho sentito molti commenti di corridoio, da gente non del settore, positivi! o meglio…stupiti, incuriositi e anche allegrotti. se effettivamente la campagna era per la casalinga di voghera…ha funzionato!
possiamo dire che è una campagna che non funziona? evidentemente gli obiettivi sono diversi da quelli dichiarati…
Grazie per l’interessante articolo e per il blog che ho scoperto di recente e adesso seguo volentieri.
Sono una giornalista, originaria della Croazia, mi sono laureata in Italia dove abito tuttora, e da qui ho cominciato a scrivere articoli, pubblicati finora sulla rivista Plan B (planb.com.hr). Per il numero di novembre ne e’ uscito uno intitolato “Oglasavanje je ozbiljna stvar”, ossia “Pubblicita’ e’ una cosa seria”, come un libro che cito nel testo. Parla della campagna “Romania, piacere di conoscerti” o “Hola, soy Romeno” (l’hanno fatta anche in Spagna), ma menziona brevemente anche quella italiana che avete affrontato qui. Per il riassunto del articolo e alcuni link interessanti (per esempio al contratto del progetto) potete andare sul mio blog, purtroppo per ora non ho ancora messo online il testo e le traduzioni, lo faro’ in futuro. Dell’iniziativa italiana ho scritto, piu’ o meno, che e’ carino che almeno descriva le identita’ di queste persone in modo plurale, cioe’ citando sia il paese di provenienza sia la appartenenza locale (napoletano, ecc.). Ovviamente non mi e’ sfuggito ne che i protagonisti sono rappresentati solo in ruoli subaltrerni, ne che l’insistenza nel ricordare il rispetto per le leggi in un modo cosi’ marcato puo’ risultare una mancanza di fiducia, come minimo. Non avevo scritto nell’articolo per problemi di spazio, ma me lo sono chiesta anch’io come voi, quanto la comunicazione sia rivolta agli stessi immigrati e quanto stia dicendo agli altri che “ci stiamo facendo qualcosa”.
Segnalerei anche gli interessanti articoli sul tema della campagna “Romania, piacere di conoscerti” e altri di Miheala Iordache sul portale Osservatorio Balcani e Caucaso.
[...] qui, come per il “Mi so chi pà laurà“, il target sono gli italiani, forse era proprio nelle intenzioni, ma siamo sicuri [...]