La badante e la piadina

Sembra il titolo di una favola, ma in realtà anche la piadina romagnola può favorire l’incontro tra le diversità culturali.

L’Ausl di Rimini ha organizzato corsi di formazione per badanti straniere e tra questi è presente un laboratorio per imparare a fare la mitica piadina.

piadina

Per un anziano/a è indubbiamente difficile adattarsi a vivere con una persona che non ha mai visto e che ad un certo punto comincia ad occuparsi di lui/lei. Se poi quella persona straniera, parla poco l’italiano, sa cucinare solo cibi del suo paese e non conosce per nulla le più comuni abitudini italiane, la convivenza può diventare davvero dura per entrambi.

Visto il numero sempre crescente di donne dell’est che arrivano nel nostro paese per assistere i veterani, L’Ausl di Rimini ha pensato che se le badanti imparano a preparare la specialità più classica della cucina romagnola, possono avere un’occasione in più per inserirsi nel tessuto sociale in cui vivono e lavorano.

Da una parte la badante conosce nuove ricette che può riprodurre sempre in qualsiasi momento e dall’altra l’anziano potrebbe ritrovarsi nel piatto, accanto a una piadina ben fatta una pietanza proveniente dal paese della donna che lo assiste! Ecco fatto un costruttivo scambio culturale attraverso il canale che tutti (piccoli, adulti e anziani) comprendono: il cibo!

banchetto

…e se poi ci mettiamo anche un po’ di musica: si potrebbero organizzare corsi di ballo come la mazurka e il liscio…così dopo aver assaporato la piadina un po’ di moto per digerire non fa mai male :

A proposito di ballo questa estate a Terni un arzillo pensionato di 70 anni ha lasciato la madre di 98 anni in macchina per andare a ballare con la giovane badante. Ebbene si amici: la passione per il ballo non ha freni e ne età.

Quindi più balli e piadine per tutti!

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